Il 18 novembre, nel corso l’Assemblea elettiva Fiesa Confesercenti, sarà presentato il Report sulla chiusura degli esercizi di vicinato alimentare.

La crisi degli esercizi di vicinato è la crisi di un’intera comunità. È la messa in discussione di uno stile di vita e la scomparsa di un servizio primario per i cittadini, specialmente nei centri più piccoli.

Ecco perché Federconsumatori e Fiesa Confesercenti hanno deciso di tracciare la mappa della progressiva desertificazione degli esercizi di vicinato, prima e durante la pandemia che ha modificato radicalmente le nostre vite e la nostra economia.

In totale le attività di vicinato operanti nel settore alimentare che tra gennaio 2018 e giugno 2019 hanno chiuso i battenti sono 3.313, il 66% delle quali operavano nel settore del commercio al dettaglio di carni e prodotti a base di carne. Mediamente, le chiusure ammontano al 2% degli esercizi esistenti. Un trend proseguito anche nel corso di tutto il 2020, con un’ulteriore diminuzione della presenza di esercizi che operano nel settore del commercio al dettaglio di carni (-0,7% solo nell’anno appena trascorso) e di pane (-3,2%).

Si stima che, di questo passo, nel 2025 la riduzione degli esercizi commerciali di piccole dimensioni operanti nel settore alimentare oscillerà tra il -6,9% e il -8,4%. Tradotto in consistenze, le chiusure potrebbero attestarsi tra 9.544 e 11.462, vale a dire, oltre 3 volte le chiusure registrate oggi.

La ricerca sarà presentata il prossimo 18 novembre a Roma nell’ambito dell’Assemblea elettiva Fiesa Confesercenti, tra le Associazioni maggiormente rappresentative della distribuzione alimentare italiana.

Fiesa Confesercenti e Federconsumatori ritengono che il dibattito pubblico, segnato dal confronto in atto a tutti i livelli sulla doppia transizione ecologica e digitale, sia l’occasione per ridefinire la mission della distribuzione e della produzione alimentare artigiana nella nuova fase storica. Un ruolo di maggiore consapevolezza sui temi dell’importanza della prossimità, dei cambiamenti climatici, del contrasto allo spreco, del consumo responsabile.

Arginare il rischio desertificazione nel nuovo scenario è fondamentale: durante il lockdown i cittadini e le autorità hanno potuto riscoprire l’importanza di una rete capillare di esercizi vicino casa. La vicinanza, la possibilità di accedere facilmente a rifornimenti di prodotti alimentari freschi e di qualità hanno ridisegnato il profilo economico e sociale dei punti vendita cosiddetti tradizionali. Sono stati una rete d’emergenza eccezionale a disposizione delle comunità.

È stata necessaria una pandemia per farne emergere il ruolo chiave in ambito sociale ancora prima che economico, essendo essi presidi di servizi essenziali primari. In quest’ottica abbiamo deciso di sostenere insieme, cittadini ed esercenti, una proposta di legge volta a restituire una possibilità di crescita, di sviluppo e di investimento anche a quei piccoli esercizi che vedono sempre più ridursi i margini di una competizione corretta ed equilibrata nel mercato.

A fronte di una crescita esponenziale del commercio online, dove spesso nel settore alimentare non si ha un’ampia possibilità di scelta e informazione sui prodotti che si acquistano, diventa sempre più importante riscoprire la qualità e la freschezza degli alimenti, soprattutto dei prodotti del territorio, che si trovano negli esercizi vicino casa. Questo nell’ottica della transizione significa meno spostamenti in auto, meno inquinamento, meno spreco, più valore al territorio e alla filiera corta, centralità del consumatore e della relazione. L’auspicio è che la pandemia che ancora stiamo affrontando ci lasci almeno un insegnamento: la necessità per una comu­nità di non disperdere i propri valori e la propria identità fondata sulla pluralità delle espressioni sociali, culturali, economiche e l’urgenza di impegnarsi per la sua salvaguar­dia.

Su questi temi Federconsumatori e Fiesa Confesercenti intendono confrontarsi con i principali soggetti rappresentativi e con le istituzioni per capire quale futuro distributivo attende l’alimentazione italiana. Gli operatori della distribuzione alimentare sono consapevoli che il programma di transizione in funzione delle nuove sfide costituisca una grande opportunità per il futuro e la sostenibilità del pianeta. In questo scenario, ritengono che l’attuale rete di esercizi di vicinato alimentare e di piccole e medie imprese sia un asset strategico prezioso per il sistema paese, da preservare per consentire la distribuzione di prodotti di prima necessità anche nei territori svantaggiati e periferici. Fornire prodotti alimentari freschi nei paesi di montagna come in città è l’obiettivo di oggi e di domani. Gli esercizi alimentari di Fiesa Confesercenti vogliono essere protagonisti della doppia transizione per tenere fede alla loro dichiarazione: siamo la dispensa degli italiani, diamo cibo all’ Italia.

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