Alla prova del Covid la sanità umbra ha manifestato parecchi limiti. La rivista online Passaggi Magazine pubblica uno studio di Luca Ferrucci e Cecilia Chirieleison, docenti dell’Università di Perugia, e una argomentata testimonianza di Anna Martellotti, animatrice del gruppo umbriamaglianera, che dimostrano tutto ciò che non ha funzionato. Il buco è rappresentato dalle vaccinazioni agli ultrasessantenni e dalle terapie intensive. Buona invece la percentuale di vaccini fatti rispetto a quelli consegnati e la capacità di fare tamponi.

Covid, cosa non ha funzionato nella sanità umbra
Come ha funzionato la sanità umbra alla prova del Covid? Che voto darle? La nostra regione
raggiunge a stento la sufficienza: un sei meno meno. Di seguito pubblichiamo uno studio di Luca
Ferrucci e Cecilia Chirieleison, docenti del dipartimento di Economia e di Scienze politiche
dell’Università di Perugia, che dà le pagelle al funzionamento di tutte le sanità regionali. Le
variabili prese in considerazione sono: la capacità di fare tamponi, il numero delle rianimazioni per
100 abitanti, la percentuale di vaccini inoculati rispetto a quelli ricevuti e gli ultrasessantenni
vaccinati. La sanità umbra. che un tempo era un fiore all’occhiello, oggi è all’ottavo posto nella
classifica, ma con una vistosa e importantissima caduta nelle vaccinazioni degli ultrasessantenni
dove risulta al quattordicesimo posto. Negativo il piazzamento per quanto riguarda il numero delle
rianimazioni. Buona invece la percentuale di vaccini fatti rispetto a quelli consegnati e la capacità di
fare tamponi. Pubblichiamo di seguito lo studio.
di Luca Ferrucci e Cecilia Chirieleison.

Vai all’inchiesta: www.umbria24.it/attualita/covid-cosa-non-ha-funzionato-nella-sanita-umbra-linchiesta

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