Il presidente del direttivo nazionale: «Così non ci sarà una ricaduta sui consumi. Transizione energetica grande occasione, ma non possiamo scaricare i costi sulle bollette Servono progetti che cambino davvero le prospettive con una riconversione dei lavoratori»La ripresa dell’economia e quindi dei consumi dopo la pandemia, ma anche le difficoltà per molti cittadini di superare le difficoltà emerse col lockdown.CUOREECONOMICO ha provato a cercare soluzioni a questo scenario con Alessandro Petuzzi, presidente del direttivo nazionale di Federconsumatori, del quale è responsabile anche del dipartimento energia ed ambiente.Si parla tanto e giustamente della necessaria ripresa dell’economia. Ma i consumatori, che fanno girare l’economia, come stanno vivendo il momento?«La sensazione è che abbiamo una grande opportunità ma solo sulla carta. Abbiamo inviato giorni fa un documento, insieme alle altre associazioni di categoria, al presidente del Consiglio Draghi, per spiegare che così com’è la ripresa non avrà una ricaduta sui consumi.Abbiamo 4,5 milioni di poveri energetici, persone che non riescono ad accendere il gas e che utilizzano con difficoltà la luce elettrica.Per questa fascia serve un intervento economico, perché lo sconto sulle bollette non è sufficiente, non riescono proprio a pagarle.Si sono altre 4 milioni di persone cosiddette “non bancabili”, alle quali la banca non concederà mai un prestito perché non forniscono sufficienti garanzie. Ma le spese aumentano.Anche solo fare un tampone, necessario di questi tempi, costa 11 euro, senza contare che gli ospedali sono al collasso e quindi se uno ha bisogno di cure spesso si rivolge ai privati, perché è la sola soluzione immediata. Poi ci sarà il rinnovo di tutti gli abbonamenti, che hanno un costo».

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