21/04/2021

  • Non smette di destare polemiche la vicenda della SuperLega di calcio annunciata dai grandi club.
  • Un vero e proprio autogol, che se da un lato promette un fatturato di oltre 10 miliardi di euro solo per diritti tv, multimediali e via dicendo, dall’altro sta allontanando e creando forti spaccature con la tifoseria.
  • Tifoseria che, con la complicità del Covid, è concepita ormai come un pubblico di spettatori da remoto, davanti alla tv o al computer, lontano dagli stadi: un pubblico sempre più elitario, quindi.
  • Non solo, tale operazione, che verosimilmente sarà seguita da altri sport dal tennis allo sci, riporta in primo piano l’annosa questione dell’accesso alla rete, come sappiamo assai carente e disuguale nel nostro Paese.
  • Uno sport sempre più digitalizzato, che rappresenta un grave vulnus sul terreno democratico e su quello della partecipazione, per trasformarsi in un articolato database digitale sempre più personalizzato e personalizzabile, in cui trovano alleanza le grandi piattaforme ed i principali attori della finanza, in una logica di finanziarizzazione non solo dello sport ma della vita delle persone.
  • A venir meno i diritti dei tifosi dei club, che, in quest’ottica, dovranno essere completamente riscritti all’insegna della digitalizzazione e della fruizione di pacchetti, contenuti supplementari, servizi on demand. 
  • Se è questa la direzione che i club maggiori, o meglio quelli più facoltosi, intendono intraprendere senza dubbio si dovranno scontrare con una serie di ostacoli rappresentati in primis dalla de-fidelizzazione dei tifosi, passando per i paletti fissati dalle leghe nazionali ed internazionali e dai contrasti già annunciati da parte dei governi dei principali paesi europei e no. Per non parlare delle vere e proprie azioni di boicottaggio ipotizzate da gruppo organizzati di tifosi, ad esempio contro le auto Fiat.
  • L’ipotesi della SuperLega sembra avviata in ogni caso verso il fallimento dopo le illustri defezioni di diversi club coinvolti.
  • Federconsumatori denuncia la gravità di questa operazione, per i suoi tratti sempre più elitari ed esclusivi, nell’accezione più negativa del termine. Se non si confermerà una decisa marcia indietro, invieremo una segnalazione all’Antitrust UE invitandolo ad approfondire la vicenda. 
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